Visualizzazione post con etichetta Gianbattista Galli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gianbattista Galli. Mostra tutti i post

mercoledì, maggio 15, 2013

Intervista ai Sulutumana


di Fabio Antonelli

Dal laboratorio artigianale dei sempre più apprezzati Sulutumana, è appena uscito un nuovo disco dall’ambizioso titolo “Non c’è limite la meglio”. Che qualcosa di nuovo bollisse in pentola, si era intuito da un po’, che però si trattasse sostanzialmente di una raccolta con un inedito (Lunedi mattina), forse non ce lo saremmo aspettato? Delusi? Dopo averlo ascoltato assolutamente no, anzi potremmo dire che sembra voler ribaltare quel concetto di Tancrediana memoria “bisogna cambiare tutto per non cambiare nulla”. Ecco cosa ci hanno raccontato in proposito.



Dopo due album di canzoni per bambini come “La storia cominciò” e il recentissimo “Io non so leggere” del 2012, a ormai cinque anni dall’uscita dell’ultimo bel disco d’inediti “Arimo” del 2008, non nascondiamo che ci saremmo aspettati un disco di canzoni inedite anziché una raccolta come questo “Non c’è limite la meglio” eppure non siamo assolutamente delusi, anzi. Come mai questa scelta?
Tutto nasce da un confronto schietto e approfondito con il nostro attuale produttore Piero Cassano. Lui ha insistito affinché si arrivasse a realizzare una raccolta di brani del nostro repertorio storico, perché convinto che i SULUTUMANA non abbiano ancora raccolto quello che meritano, ossia un apprezzamento di pubblico su larga scala. Siamo stati ovviamente lusingati da quest’affermazione e per questo abbiamo deciso che, nonostante ci siano tanti brani nuovi che premono e fremono per uscire dal nostro studio di registrazione, questo poteva essere il passo giusto per iniziare una nuova e prestigiosa collaborazione e per far conoscere a un pubblico più vasto la nostra musica. L’ambizione di questo progetto è quindi quella di fare in modo che la cerchia dei nostri estimatori possa allargarsi oltre i confini del territorio in cui già da tempo siamo conosciuti e apprezzati. Si aggiunga inoltre che riteniamo che i brani di “Non c’è limite al meglio” brillino di una nuova luce rispetto alle incisioni precedenti, grazie anche all’apporto sapiente ed esperto proprio di Piero Cassano e Fabio Perversi, che sono stati molto bravi nel dare risalto alle nostre canzoni, senza per questo minimamente snaturare la nostra cifra stilistica.  

Questa raccolta si apre con l’unico inedito presente, intitolato “Lunedì mattina” e che vede autore del testo la voce del gruppo Gianbattista Galli. Com’è nato questo brano che si colloca a buon diritto tra i migliori di sempre?
Stavamo lavorando a testi e musiche nuove nella nostra sala prove, era un periodo in cui ci si vedeva sempre con la band il lunedì mattina. Questo appuntamento fisso è diventato il titolo di una canzone. Si tratta di una visione intima e piena di speranza sul futuro che diventa presente, radiografia di uno stato d’animo in un momento di dolce solitudine e di riflessione. Immagine reale e visionarie s’intrecciano nello spazio temporale che va dal risveglio all’incontro col mondo, una volta chiusa e lasciata alle spalle la porta di casa. In particolare ci è sembrato bello dare un po’ di dolcezza a un momento della settimana che in genere è piuttosto indigesto da affrontare.

Di questo disco a colpire è soprattutto l’atmosfera nuova che avete saputo donare a pezzi ormai stranoti ai vostri ammiratori, saranno forse i nuovi arrangiamenti ma le canzoni, così eseguite, sembrano da sempre presenti nell’immaginario bagaglio personale anche di chi le ascoltasse per la prima volta ma allo stesso tempo totalmente nuove. Non c’è davvero limite al meglio?
È stata una condizione imprescindibile. Dopo aver accettato di fare un disco che riproponesse brani già incisi, volevamo che le canzoni rappresentassero fedelmente l’attuale momento musicale della band. Dovevano pertanto apparire fresche e sorprendenti, al punto da poterle ritenere “nuove” a tutti gli effetti. Ci succede costantemente, quando suoniamo dal vivo brani anche datati, di cucire gli arrangiamenti in modo che il suonarli possa rivelare anche a noi, e non solo in chi ascolta, elementi di novità e di sorpresa. Lo facciamo per migliorarci e per scongiurare la noia.

Realizzare la tracklist di una raccolta penso sia operazione tra le più ardue, c’è una canzone o magari più d’una, del vostro passato che, a registrazioni concluse, avreste comunque voluto inserire?
No. Nel realizzare una raccolta crediamo sia più importante il carattere d’insieme che non il peso specifico del singolo brano. Bisogna valutare l’opera nella totalità per ottenere un risultato omogeneo e ben strutturato.  Speriamo di esserci riusciti.

Nel vostro sito ufficiale si legge che i Sulutumana -Nascono nel 1998 quando Gian Battista Galli (voce, fisarmonica) Francesco Andreotti (pianoforte, tastiere) e Nadir Giori (contrabbasso) decidono di costruire un percorso artistico “in proprio” – in realtà la vostra genesi parte da ben più lontano, quel 1987 in cui Gianbattista Galli e Michele Bosisio (uscito dal gruppo nel gennaio 2007) fondarono un duo poi diventato nel tempo un quintetto costituito dagli attuali componenti Gianbattista Galli, Francesco Andreotti, Nadir Giori più Angelo Galli e Andrea Aloisi. La copertina del nuovo disco però vi ritrae in tre, intorno ad un divano, dobbiamo supporre un‘ulteriore evoluzione della formazione?
Sin dalla prima canzone da noi composta, il nucleo “creativo” dei SULU è costituito da Giamba, Cecco e Nadir. E le prime canzoni risalgono proprio al 1998. Per questa ragione abbiamo ritenuto di “sfrondare” la nostra genesi, escludendo il periodo precedente in cui eravamo sostanzialmente una band di cover e in cui la maggior parte di noi ancora non aveva fatto della musica una scelta professionale e di vita. È una questione di sintesi che agevola l’approccio di chi ancora non ci conosce, e che in ogni caso non rinnega certo il passato remoto. 

Nonostante questi cambi di formazione non c’è stato mai alcun segno d’involuzione artistica, anzi possiamo ben dire che il sogno “su l’utumana” (sull’ottomana) prosegue imperterrito puntando sempre più in alto. Qual è il segreto allora, l’alchimia perfetta di queste canzoni, capaci di raccogliere sempre nuovi sostenitori?
Il segreto, se c’è, non lo conosciamo. Siamo però convinti che scrivere canzoni in tre anziché da soli determini un valore aggiunto indiscutibile al risultato finale. C’è una preselezione dei rispettivi provini che deve passare al vaglio di ciascuno di noi e che è molto esigente, c’è un confronto continuo che è di stimolo costante per migliorarsi, infine c’è una manipolazione reciproca del materiale che fa sì che il “prodotto finito” risulti più ricco e, di conseguenza, più bello (si spera!). 

Supponiamo che nei prossimi mesi continuerete con i lives di presentazione del disco, magari intercalati con spettacoli per bambini, un universo musicale parallelo ma altrettanto prezioso di cui magari parleremo in altra occasione, cosa intravedete però nella sfera di cristallo dei Sulutumana?
Dice il saggio: “Fammi indovino e ti farò ricco!”. Il nostro desiderio è di affermarci come band su un territorio il più vasto possibile. Siamo convinti che la nostra musica non abbia confini e possa mettere casa dovunque, in Italia ma anche all’estero, ad esempio in Francia. Siamo convinti che non sia una musica di nicchia per pochi intenditori o per palati fini, al contrario, pensiamo che sia fruibile da chiunque abbia orecchie e cuore da aprire all’ascolto e all’emozione. In concreto stiamo già lavorando all’uscita dell’album d’inediti, prevista entro la primavera 2014. Nel frattempo è partito il tour di “Non c’è limite al meglio” che ci vedrà impegnati fino a Ottobre. Abbiamo anche ripreso il vagabondaggio artistico con Andrea Vitali, con lo spettacolo “Canti e Racconti 2013”. E poi, come dicevi, i bambini. Che noi chiamiamo SULUTUmini, Il cd “Oggi non so leggere” è uscito solo sei mesi fa e sta avendo un bel successo, presto saremo in scena con l’omonimo spettacolo, insieme col regista, attore e drammaturgo Giuseppe Adduci (Teatrogruppo Popolare di Como). Per il momento potrebbe bastare così, poi si vedrà.




mercoledì, maggio 01, 2013

Recensione CD "Non c'è limite al meglio" dei Sulutumana

Che i Sulutumana fossero bravi penso che ormai nessuno ne dubitasse, che però fossero capaci di dimostrare che non c’è davvero limite al meglio, forse non tutti ci avrebbero messo la mano sul fuoco.

La via della raccolta di canzoni, si sa, è sempre rischiosa e la possibilità di realizzare un disco che non aggiunga nulla, artisticamente parlando, al proprio percorso artistico è sempre alle porte. Le raccolte musicali, infatti, spesso dettate da esigenze di mercato oppure da pressioni delle case discografiche, si rivelano di solito dischi inutili, che ci sentiamo caldamente di sconsigliare quasi a priori, senza neppure ascoltarli.

Fare la stessa cosa con questo disco dei Sulutumana, sarebbe però stato un errore madornale, questo disco fortunatamente lo abbiamo ascoltato, riascoltato e riascoltato ancora, senza mai venirne a noia, anzi traendovi maggiore piacere a ogni nuovo passaggio, quasi si nutrisse di nuova linfa con l’uso.

Quali i meriti allora? Beh, partiamo dalla scelta delle canzoni inserite in questa raccolta che, a parte Lunedì mattina, l’unico inedito presente, attingono dai lavori precedenti, soprattutto dall’ultimo bel disco d’inediti Arimo (2008) da cui provengono ben 8 tracce fino a risalire a La danza (2001) da cui sono tratte autentiche perle come La Danza, Mia cara Ines, Carlina Rinascente e Il frigo.

Si potrebbe, forse, paragonare questa raccolta a L’indispensabile di Vinicio Capossela, almeno nel tentativo di fornire all’ascoltatore la possibilità di girare con, a portata di mano, quanto è ritenuto davvero indispensabile della produzione di un artista, ma sarebbe un paragone ingiusto nei confronti di questo disco, i cui pregi sono ben maggiori e non stanno certo nell’essere esaustivo, anzi in tal ottica questo disco è sicuramente deficitario, nel senso che mancano secondo noi alcune canzoni di grandissimo pregio come Piccola veliera o Il volo di carta, tanto per citarne un paio di assenze dal qui poco rappresentato Di segni e di sogni (2003), di cui troviamo traccia solo grazie a L’ultima onda.

No, non è certamente questo il motivo per cui possiamo ben gridare al piccolo miracolo.

A farci dire che questo disco non pone davvero limiti al meglio, è semmai il modo magistrale in cui questi 14 brani sono stati riarrangiati dai Sulu, sotto lo sguardo attento di Piero Cassano e Fabio Perversi che ne hanno curato la produzione artistica, suonati con grazia infinita e, infine, cantati con la consueta splendida e affascinate voce da Gianbattista Galli così da trasformarsi in piccoli congegni a orologeria, capaci di raggiungere il cuore dell’ascoltatore ed esplodervi dentro in un tripudio di emozioni.

Se non ci credete, provate a sedervi su un divano o “su l’utumana” come direbbero nel comasco, a mettere il disco nel lettore (quasi si trattasse di mettere un vinile su un grammofono) e lasciarvi coinvolgere dall’atmosfera senza tempo di queste canzoni, è un po’ come se ci appartenessero da sempre, provate e diteci se non vi pare di aver conosciuto anche voi Carlina Rinascente o di esservi innamorati di Iole o aver giocato a nascondino con loro, gridando a gran voce “liberi tutti”.

E’ vero, non trovate sperimentazioni, non viene percorsa alcuna via nuova nella scrittura poetica, ma qui la canzone d’autore è viva e splendente più che mai, vestita di grazia ed eleganza come raramente capita di incontrare.

















Artista: Sulutumana
Titolo album: Non c’è limite al meglio
Etichetta: EuroTeam
Distributore: ArtistFirst

Produzione artistica: Piero Cassano, Fabio Perversi

Anno di uscita: 2013

Durata totale: 56:50

Elenco tracce:
01. Lunedì mattina
02. La danza
03. Carlina Rinascente
04. Farfala sucullo
05. Il tuo culo
06. Il temporale
07. Canzone di Jole
08. Anam-Ji
09. Liberi tutti
10. Appeso per la luna
11. Viaggio
12. L’ultima onda
13. Mia cara Ines
14. Il frigo
15. Canzone del calzolaio ubriaco

Brani migliori:
La danza
Il tuo culo
Appeso per la luna


Musicisti e Ospiti:
Gian Battista Galli: voce, fisarmonica (1, 2, 3, 5, 6, 12, 14, 15), cori (4, 6)
Francesco Andreotti: pianoforte (1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15), tastiere (4, 7, 8, 9, 10, 15), cori (9, 15)
Nadir Giori: contrabbasso (1, 2, 3, 5, 7, 12, 13, 14, 15), basso elettrico (4, 6, 8, 9, 10, 11), chitarra classica (9), chitarra semiacustica (11)

Beppe Pini: chitarra acustica (1, 2, 3, 5, 12, 13), chitarra elettrica (8, 14)
Samuel Elazar Cereghini: batteria (1, 2, 3, 5, 8, 12, 13, 14), percussioni (4, 6, 7, 9, 11, 15), steel drum (6. 10)
Andrea Aloisi: violino (2, 3, 4, 6, 7, 10, 14, 15), cori (6, 9, 15)
Angelo Galli: cori (2, 3, 6, 8, 9, 10, 15), voce (15)
Raffaele Cogliati: chitarra elettrica (4, 6, 7, 15), chitarra acustica (10, 11)
Marco Castiglioni: batteria (4, 6, 7, 9, 10, 11, 15)
Silvio Pozzoli: cori (6, 9, 15)
Maite Reyes Barò: cori (10)
Sofia Metropolitan Orchestra: archi e fiati (10)

Link: