sabato, aprile 04, 2020

Max Manfredi: dalla scimmia all'elicriso


di Fabio Antonelli

A qualcuno che ha bazzicato, in questi giorni di forzata clausura, sulla pagina Facebook del cantautore genovese Max Manfredi non saranno certo sfuggiti tre video casalinghi di altrettanti brani inediti, segno che qualcosa bolle nel calderone creativo dell’artista. Magari i tempi non saranno brevi, a causa dell’emergenza attuale, ma sicuramente ci sarà un nuovo disco dopo l’apprezzatissimo “Dremong”. Come starà, però, vivendo questi giorni di quarantena, uno come Max, abituato a girare l’Italia utilizzando l’amato treno, quello che gli ha ispirato anche  la splendida canzone “Il treno per Kukuwok”?



Non sembra quasi vero che un refrain diffusissimo, prima che scoppiasse questa pandemia, fosse “come mi piacerebbe poter passare un po’ del mio tempo tranquillamente a casa mia” mentre ora, invece, sembra che tutti siano ossessionati da come vivere le giornate trascorse in casa, questo tempo di reclusione forzata. Mi ricordano tanto i protagonisti della tua Il morale delle truppe con quei versi finali “È sul fronte che la pace sembra una buona idea… / quando poi si torna a casa, si rimpiange la trincea”.  E’ così anche per te?

No. Ho scritto quei versi perché fiutavo la situazione. Una situazione, diciamo così, di disponibilità bellica in tempo di pace, però a discolpa di molti c'è da dire una cosa: non tutti possono passare un periodo di tranquillità senza essere assaliti da beghe burocratiche e problemi economici. Anzi, quasi nessuno. Quindi capisco il malumore e la confusione mentale che si esprime, come può, principalmente attraverso i "social", più di rado anche per strada, nella società. Io stesso, che sono molto pigro, comincio a essere stufo dell'inattività forzata e, soprattutto, delle restrizioni logistiche che non mi permettono di porre a mano a molti lavori cui sto dietro.

Uno di questi lavori credo sia il disco nuovo, poiché grazie a un paio di video casalinghi hai anticipato due inediti Elicriso (il cui titolo è già spiazzante rispetto al comune sentire) e la scanzonata Scimmia grigia, mentre con un altro bel video hai regalato ai tuoi estimatori la splendida Nostra Signora della Neve. Credi che il nuovo disco in qualche modo risentirà di questi strani giorni?

La risposta è di nuovo no. Anche se io sto lavorando a questo disco a Savona, quindi l'opera risente della mia impossibilità di spostamento. E' giocoforza che in questi giorni il lavoro sia di sedimentazione e non di sperimentazione diretta, ma soprattutto il disco, non per quanto riguarda la sua poesia ma come oggetto, risentirà della fine dell’industria discografica. Io e i miei amici dovremo quindi inventarci delle buone strategie per permettere agli interessati di comprarlo. Non è più come una volta, come ai tempi dei miei due primi dischi, in cui il successo o il mancato successo erano chiaramente ascrivibili a capacità, incapacità o poteri contrattuali altrui. Qui dovremo fare tutto da soli, o in... join venture con qualcuno. L'avventura è quindi a due facce: quella meravigliosa della creazione artistica e quella, spesso spiacente ma necessaria, della promozione e della vendita. Non parlo di distribuzione, quella è una chimera. Quindi, se - ad esempio - ai tempi di Luna persa la distribuzione c'era ed era abbastanza buona, oggi questo discorso non ha più senso, temo.

Un po' per tenere alto il morale delle truppe, scusa se prendo ancora in prestito i tuoi versi, un po' per mantenere i contatti durante questo periodo d’inattività forzata, tu, Federico Sirianni e i Lady Lazarus vi siete inventati una bella iniziativa, vero?

Credo di sì. Si chiama Quarantena Tour e, oltre ad essere una pagina aperta a post di quasi ogni tipo - anche se prevalentemente musicali - è anche un programma di video commentati in diretta da noi e dagli spettatori. Siamo noi che scegliamo artisti e video, e se loro son contenti, li mandiamo in streaming. In questo modo cerchiamo di garantire l'alta qualità delle proposte. La pagina di Quarantena Tour è su Facebook (https://www.facebook.com/groups/590881615102407/), chiunque può iscriversi e aggiungersi ai quasi 4200 che abbiamo avuto finora. Le puntate le facciamo ogni sabato sera alle 21.30. Si possono fare anche donazioni, metà delle quali va in beneficenza per l'ospedale di Sestri Levante.

Abbiamo parlato del tuo nuovo disco, del Quarantena Tour, non è che a stare chiusi in casa ci sia da fare più che in tempi normali? Ti resta libero del tempo per oziare? Ricordo che Carlo Muratori mi disse che senza oziare lui non sarebbe mai riuscito a scrivere le sue canzoni, insomma che l'ozio non è fare nulla ma lasciare liberi i pensieri. Tanti in questi giorni, non riescono a scrivere nulla di nuovo, forse perché la mente è assorbita dalle preoccupazioni, tu che ne pensi?

Non ho il problema di scrivere qualcosa di nuovo, se viene, viene. Ho tanta di quella materia pregressa! Le cose vecchie - o antiche - diventano nuove appena le riscrivi. Son capace a trasformare una canzone vecchia fino a renderla nuova e quasi irriconoscibile. Invece di lasciarmi copiare le frasi dagli altri, le autocopio. Intanto vado in esplorazione del mondo dei suoni... ma per farlo, a casa mia, adesso non sono attrezzato. Così resto in attesa. Le preoccupazioni (che purtroppo in questo periodo di forzata vacanza non mancano) possono fino a un certo punto ostacolare il dipanarsi dell'attività creativa, fosse anche un'attività silente. L'effetto Doppler fu scoperto dall'inventore durante una guerra in trincea. Quando Oscar Wilde si diceva stanchissimo dopo aver tolto e rimesso una virgola dal suo manoscritto in una giornata intera, non bluffava. Di più, io son convinto che i fenomeni creativi, spesso, vadano avanti a vuoto, da soli, come una ruota della preghiera o come dà luce una candela in una stanza buia senza nessuno. D'altra parte un amico che hai intervistato da poco, un po' sulla falsariga di Wilde, una sera mi disse: "Oggi ho rifiutato due lavori interinali... sono esausto". E non aveva torto. Tutto ciò che è burocrazia, mediocrità illiberale, obbligo o almeno proposta morale apparentemente irragionevole, continua a spandere i suoi miasmi anche in nostra temporanea assenza. Le mosche di Belzebù non finiscono di ronzarci attorno e distrarci. Ma a volte è proprio nella distrazione che si trova il lampo della necessità poetica.

Un'ultima domanda, proprio partendo dal concetto di distrazione. Spesso ho l'impressione, stando in casa, che, quantunque una giornata sia lunga senza poter uscire e incontrare persone, ci siano comunque tanti elementi di disturbo che alla fine facciano solo perdere tempo. Il curiosare su Facebook o su YouTube, può essere, in effetti, una delle cause, ma può anche essere occasione di piacevolissime scoperte, c'è in tal senso qualcuno che ti ha davvero stupito e con il quale, magari a emergenza finita, vorresti incontrare e magari collaborare artisticamente? Consideriamolo uno sguardo fiducioso al domani...

Qualcosa può interessarci, incuriosirci. Con Quarantena Tour, programmatori e spettatori hanno spesso buone sorprese. Purtroppo l'ultima collaborazione che mi piaceva, quella con Giorgio Li Calzi, è naufragata per vari motivi. Sono rimasto però con quattro o cinque canzoni scritte con lui, che trovo notevoli. Sarà mia cura ripensarle, rileggerle e orchestrarle. E poi c'è una collaborazione necessaria e continua, durante le registrazioni: quella con i "miei" musicisti di sempre e quella con i Lady Lazarus, che mi seguono passo passo nella realizzazione del disco. Direi che ce n'è d'avanzo.


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